di Loris Tarli
Giovedì 28 Aprile presso l’Università degli Studi di Teramo si è tenuto il convegno ”Acqua Bene Comune”- un’incontro per affrontare i temi caldi del momento, vista la convocazione refenderandaria prevista per 12 e 13 giugno.
Infatti, con riferimento all’acqua si parla ormai di oro blu, per via della sua scarsità collegata all’incremento del fabbisogno negli anni – sotto questo versante l’Italia si appresta ad essere una delle nazioni, di fatto, più appetibili sul piano internazionale da parte delle imprese che vorranno lucrare sulla gestione dell’Acqua.
Quanto sia negativo tutto ciò lo ricaviamo da altre esperienze di gestione privatistica dell’acqua a livello europeo, tra le quali la gestione fallimentare da parte della francese Veolia, che ha portato la Francia a ritornare sui suoi passi.
Anche nel teramano troviamo esempi di fallimentari di gestione privata del servizio pubblico, quale quello della raccolta differenziata ( Cirsu – Sogesa ) – un disastro politico e gestionale che dobbiamo subire senza poter ricondurre la responsabilità ad alcuno.
Dal convegno svolto sono emerse novità più o meno note – i sei relatori, infatti, hanno potuto approfondire tematiche molto diverse tra loro.
Quale moderatore e come primo relatore il Prof. Pasquale Iuso ha introdotto il convegno spiegando quali conflitti politici – internazionali si giocheranno in futuro a causa dei spostamenti massicci delle popolazioni e delle rivolte provocate dalla carenza d’acqua.
I successivi relatori, il vulcanologo e Prof. Francesco Stoppa e il laureando in Ingegneria Alessandro Molinari, hanno approfondito tematiche a loro più vicine parlando dell’acqua che beviamo attraverso una differenziazione del territorio italiano, nonchè tra acqua pubblica e in bottiglia.
Da ciò è emerso che il contenuto di nitrati nell’acqua minerale è al di sotto di 45 mg/L, ma il 10% supera il valore stabilito per il consumo da parte dei bambini. I valori più alti si riscontrano nelle acque minerali del nord del Lazio, del nord della Sardegna, del sud della Sicilia e dell’Italia nord-orientale, e sono probabilmente dovuti all’uso intensivo di fertilizzanti e concimi in agricoltura.
Il professore Carlo Di Marco ha evidenziato la necessità di mantenere le gestione pubblica dei servizi essenziali , a causa del loro valore sociale e per via della priorità del controllo popolare su servizi essenziali – quale quello della gestione dell’acqua.
Mettendo in evidenza in che modo la costituzione tutela questi servizi e fino a che punto ci si può spingere nella privatizzazione.
A chiusura del convegno gli interventi del Tecnico, Membro naz. Energia e ambiente – WWF Piero Angelini e del Consigliere Nazionale WWF Dante Caserta, i quali hanno trattato in maniera tecnica i vari scenari che si potrebbero venire a creare in campo ambientale qualora la linea politica intrapresa dal governo si dovesse realizzare. Il primo ha approfondito la tematica del nucleare, mentre il secondo si è incentrato sull’acqua.
Ne è venuto fuori uno scenario simile a quello parigino per ciò che attiene l’acqua e in netta contrapposizione con le scelte di politica nazionale, sul versante energie.
All’incontro presenti moltissimi studenti, ma anche persone con l’intenzione di capire meglio quali saranno gli scenari futuri in merito a queste importanti tematiche che interessano da vicino ciascuno di noi.
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