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Intervista a Daniele LuttazziDI ANDREA SCANZI
micromega.net

Il satirico più amato e odiato d’Italia non si ferma. Nuova stagione teatrale, tournèe musicale per i club, palestra comica nel suo blog, blitz a RaiNews24 e un libro per Feltrinelli. Daniele Luttazzi è ovunque, tranne che in tivù. E ha una certezza: “Silvio Berlusconi è finito, a marzo cade”.

Perché riprendere la parodia di Susanna Tamaro?

“In origine era uno spettacolo del ’96, l’autrice mi fece causa e la perse. La prima di una lunga serie. L’ho riscritto per più di metà, il tono è satirico-surreale. Il libro della Tamaro esprimeva tutti quei valori, per me decrepiti, che ne spiegavano il successo. Valori da spazzare via con la satira: si percepiva che portavano con sé qualcosa di fascistoide. Ora quei valori sono diventati un programma di governo. Un incubo esistenziale per molti. Non a caso adesso l’autrice scrive per Famiglia Cristiana”.

Lo spettacolo comincia con un’affermazione impegnativa: “Questo monologo celebra la fine del regno birbonico”.

“Con la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi giustamente dovrà andare a processo. Tutto un sistema di potere che convergeva sulla sua figura si dissolverà come neve al sole. Credo verso marzo. Andremo a elezioni anticipate, governo tecnico, eccetera. Berlusconi è finito: do questa bella notizia ai lettori. Ora bisogna occuparsi di chi Berlusconi ce l’ha messo. Ovvero gli italiani. Berlusconi è l’ennesima espressione dell’eterno fascismo italico, che come un fiume carsico viene ciclicamente in superficie e provoca danni. Come diceva Petrolini quando qualcuno dal loggione lo importunava: “Io non ce l’ho con te, ce l’ho con quello accanto a te che non te butta de sotto”. Ecco: gli italiani sono quelli accanto a lui. Berlusconi è finito, il berlusconismo no”.

Se gli italiani restano malati di fascismo congenito, perché Berlusconi cadrà a marzo?

“Alcuni indicatori – settori della finanza, economia, politica, industria, Vaticano, USA – segnalano, come un aumento di radon dal sottosuolo, che Berlusconi anche per loro è superato. Da adesso fino a marzo sarà solo un problema di tempi tecnici. Berlusconi andrà a processo, verrà condannato e materialmente salterà. E’ stato già mollato. Servono altri personaggi, dicono Fini. Lo Stato, a quel livello cui noi non abbiamo accesso, non può permettere che uno come Berlusconi demolisca i fondamenti della Costituzione”.

C’entra anche l’immagine dell’Italia all’estero?

“Un po’ sì. Non è possibile che gli italiani siano diventati lo zimbello d’Europa per colpa di una persona malata, che ha problemi con le donne e con l’universo mondo. Questo però, attenzione, è solo l’epifenomeno. E’ molto più grave che Tremonti e Berlusconi, da un punto di vista economico, non abbiano fatto nulla per uscire dalla crisi economica. Assolutamente nulla, anche se il Tg1 di Minzolini non lo dice”.

Anche il Vaticano ha scaricato Berlusconi?

“Sì. La Chiesa è così: finché Berlusconi ha uno stalliere mafioso in casa, va bene. Falso in bilancio, corruzione, leggi ad personam: okay. Se però Berlusconi va a letto con una puttana, allora no, questo non si può fare. Spero che abbiano capito che non esiste una persona più profondamente anticattolica di Berlusconi. I suoi riferimenti sono altri, il suo stesso mausoleo non brilla certo per simbolismi cristiani”.

Lei non è mai stato tenero con il Pd. E’ diventato più indulgente dopo le primarie?

“No. Lo dicevo anche due anni fa, in due interviste a Repubblica e Unità. Stavano tirando la volata a Veltroni e mi chiesero cosa pensassi del Pd. Io risposi che il Pd era un’inevitabile stronzata. Tagliarono domanda e risposta. Il Pd è un progetto inconsistente e sbagliato. Anche la narrazione del Pd è inadeguata. Il Pd non sa chi rappresenta: a chi parla? Cosa dice? Non lo sa. Va sempre in televisione, ma parla a vanvera. Non ha alcuna efficacia. Sentire D’Alema che parla di ‘amalgama non riuscito’ e vederli ancora impegnati nelle baruffe chiozzotte, non stupisce. Però, anche qua: perché un satirico due anni fa c’era arrivato e gli Scalfari no? Stanno ancora lì a fare propaganda”.

Chiederlo a lei fa un po’ ridere, ma esiste un problema di libertà d’informazione?

“Certo. All’origine di tutto c’è il conflitto di interessi berlusconiano. Inoltre, in Italia, la voce libera da appartenenze non ha accesso. Esistono clan di sinistra, clan di destra, chiesa, massonerie. Ciascuno difende interessi particolari. Io aspetto ancora che Repubblica faccia una seria inchiesta sulla Sorgenia di De Benedetti, sui progetti Sorgenia di produrre energia bruciando paglia o metano ad Aprilia e in Val D’Orcia. Oltretutto il progetto Aprilia fu autorizzato da Pierluigi Bersani, quando era ministro. E aspetto ancora che qualcuno chieda conto ai maggiori propagandisti italiani della guerra in Iraq, Giuliano Ferrara e Carlo Rossella, delle centinaia di migliaia di morti innocenti. L’ottava puntata di Decameron parlava di questo, ma mi hanno sospeso alla quinta”.

Internet è più libero?

“Su Internet ho enormi riserve. Innanzitutto è un Panopticon micidiale: i carcerati sono anche i carcerieri. Chi interviene in un blog, è osservatore e osservato. I suoi gusti sono monitorati sempre. La tua personalità viene trasferita interamente in Rete, fino al caso micidiale di Facebook. A quel punto non avrai più difese: c’è un’area del pudore che Internet violenta costantemente. Baudelaire diceva che l’artista è sempre quello che mantiene viva la sua vulnerabilità, la sua sensibilità. Quello che non viene ottuso dall’alienazione. Se non ti proteggi, ti offri alla violenza. Il web diventa uno spazio molto impudico. Inoltre il web favorisce il populismo, come dimostra il caso Grillo. Fra l’altro, la sua ‘democrazia dal basso’ non è che marketing partitico in cui sono esperti quelli della Casaleggio Associati, la società che ne segue le mosse. Il modello è la guerrilla advertising del Bivings Group”.

Però almeno Grillo ha sciolto l’ambiguità: non più satirico, ma politico. Quello che lei gli aveva chiesto dopo il primo V Day.

“Sì e no. L’ambiguità non è stata risolta completamente. Grillo ha creato un partito. Da quel momento, ogni suo punto di vista è pregiudiziale. Fine della satira. Adesso i suoi sono comizi. A pagamento. La satira è politica, ma l’attività partitica è un’altra cosa. Al Franken, grande satirico, si è candidato coi democratici, ora è senatore, e ha subito smesso di fare spettacoli satirici. Grillo no”.

Il satirico, in tutto questo, che ruolo ha?

“Far ridere commentando i fatti. Quando funziona, i bersagli non ridono. Il satirico inquadra il problema e lo mette in prospettiva. Non dà indicazioni su come comportarsi o dire per chi votare, ma fa sì che ognuno si interroghi e cominci un percorso personale di approfondimento. L’arte fa questo: ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. Rimane. La satira ha il ruolo della poesia:
apparentemente nullo. Ma bisogna credere in ciò che si fa. Poi, una volta scoperte certe cose, il pubblico potrà anche rimpiangere il Matrix di prima, perché magari aveva un buon sapore. Ma il compito del satirico resta quello: provare a svelare il Matrix”.

Molti satirici si sono avvicinati a Di Pietro. Lo stesso Travaglio, da lei “lanciato” in tivù, non lo nasconde. Luttazzi no. Perché?

“Sarebbe un atteggiamento di parte. La satira non è propaganda per questo o quel partito. Con la sua arte, il satirico ricrea un’agorà in cui suggerisce dubbi e lascia liberi di decidere. L’arte ha tempi più lunghi della politica, ma è inesorabile. La satira ha una sua nobiltà, di tipo artistico, molto più potente della semplice denuncia partitica. L’artista è il primo che deve mettersi in discussione, non deve credere di avere sempre ragione. Si tratta di rispettare il pubblico, non di plagiarlo. Io ho ricevuto una solida educazione cattolica. Agli inizi mi capitava di dire battute sulla religione che mi facevano molto ridere, anche se non le condividevo ideologicamente. Dopo vent’anni, ho scoperto che quelle mie battute avevano ragione. Devi fidarti della piccola verità che c’è in una risata. La satira ti rende terzo a te stesso”.

Tutte queste cose, lei potrebbe dirle da Santoro, ma non ci va. Non potrebbe sfruttare lo spazio come Sabina Guzzanti?

“E’ una buona obiezione, ma io conosco il potere del contesto. Ho rifiutato anche Celentano e la conduzione di Sanremo: certi contesti sono più forti di te. Basta leggere McLuhan. Se vai a Sanremo, sei Sanremo. Non sei tu”.

Michele Santoro non è Sanremo. C’è Vauro, c’è Travaglio.

“Vero, ma anche lì c’è un contesto. Santoro è in onda per ordine di un giudice. La dirigenza Rai ha detto esplicitamente che, se potesse, lo farebbe subito fuori. Io non vado in un posto che è una riserva e un altro deve garantire per me. La satira è libera. Quando accetti anche solo un controllo minimo, hai accettato un limite alle tue opinioni. La satira non può avere limiti, a parte quelli di legge”.

Tutto bello, ma così lei si preclude una fetta smisurata di pubblico.

“Non faccio satira ‘per andare in tv’. Ci vado se posso fare satira. La satira è come un’arte marziale. Quando porti il colpo, la forza che ci metti è l’ultimo dei problemi. Posso colpirti con molta più efficacia col minimo di potenza, se so il fatto mio. Infatti io non colpisco mai a vuoto. A differenza del Pd”.

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Io no ho paura di Berlusconi in se, ma di Berlusconi in me!!!


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Rassegna Stampa del 04/11/2009

Indice

Politica e Informazione

Ecologia e Localismo

Economia e Decrescita

Internazionale, Conflitti e Autodeterminazione

Cultura, Filosofia e Spiritualità

Storia e Controstoria

 

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Il video della manifestazione è sul blog di Beppe Grillo e su quello di Salvatore Borsellino.

www.beppegrillo.it

www.19luglio1992.com

Le ultime notizie sulla contestazione su Primadanoi.it

www.primadanoi.it/notizie/23348-Premio-Borsellino-Esposti-e-querele-dei-manifestanti%E2%80%A6-altri-relatori-declinano

Stanno partendo i primi esposti alla Procura per verificare se il divieto di accesso ai cittadini in Provincia configuri un reato.

Si sta valutando se denunciare Gasparri per diffamazione per alcune sue affermazioni del pomeriggio di lunedì (i manifestanti “hanno aggredito fisicamente l’organizzatore”).

Genchi e Orlando hanno disdetto la loro partecipazione al Premio Borsellino.

Alcune fonti autorevoli affermano che La Russa domani non parteciperà all’incontro in Provincia (sempre alle ore 11) come previsto. Avrebbe trovato ragazzi con le agende rosse ad ascoltarlo.

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movimento 5 stelle

Ci uniamo all’appello fatto da Salvatore Borsellino sul sito byoblu.com, non è accettabile che persone del calibro di Gasparri e La Russa, che rappresentano il Berlusconismo possano essere presenti alla manifestazione del premio Borsellino. La manifestazione in questione non deve essere strumentalizzata. Sinceramente rimaniamo meravigliati che ci sia stato bisogno  di un appello personale di Salvatore Borsellino, chi conosce bene la storia delle stragi sa’ benissimo quali persone è doveroso e giusto invitare e quali persone e meglio che se ne stiano a casa. Siamo sicuri che non servano altra parole per far si che Gasparri e La Russa non si presentino alla manifestazione in questione. Queste sono le ultime recite di un partito, il PDL, ormai allo sbando che non conoscendo la vergogna e amor proprio e che  cerca di conquistare un “riflettore” trasfigurano la realtà dei fatti, quindi chiediamo anche noi che la società civile non accetti la presenza di quelle figure istituzionali che hanno portato ad uno stato di degrado morale e istituzionale il nostro paese.

W Borsellino, W l’onestà

MLN, Amici Beppe Grillo Teramo 

 

p.s.

E' appena uscita un'agenzia secondo la quale Leo Nodari, l'organizzatore del premio per la legalità Paolo Borsellino, è stato aggredito: Informare Per Resistere ha sentito Helene Benedetti, che è in questo momento davanti al palazzo della provincia di Pescara la quale ha smentito categoricamente tale notizia. Helene ed un altro gruppo di persone hanno cercato di presenziare come liberi cittadini "portatori delle agende rosse" alla manifestazione, ma dapprima gli è stato negato l'accesso con la motiviazione che i posti a sedere erano esauriti, affermazione falsa secondo le nostre fonti, e poi con la scusante che Leo Nodari ha subito un'aggressione: Helene smentisce categoricamente che ciò sia avvenuto. Helene ci racconta inoltre che quello che doveva essere un premio a Borsellino si è in realtà rivelato essere un comizio politico contro la sinistra e contro Di Pietro al quale sta presenziando anche Gasparri. Informare Per Resistere

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venerdì 27 febbraio 2009 09:39

ImageGianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, è stato rinviato a giudizio, come ex sindaco di Teramo, assieme al presidente della Provincia, Ernino D’Agostino (Pd), e ad altre nove persone per disastro ambientale. Lo ha deciso il Gup di Teramo, Mario Billi, a conclusione dell’inchiesta sul crollo della discarica comunale di Teramo «La Torre», avvenuta il 17 febbraio 2006.
Il processo si terrà il 20 aprile. Secondo l’accusa, la discarica fu realizzata su un sito che non aveva i requisiti adatti. Con Chiodi e D’Agostino sono stati rinviati a giudizio l’ex assessore comunale e oggi consigliere regionale Pdl Berardo Rabuffo, l’ex sindaco teramano Angelo Sperandio (Pd) e l’ex presidente della Provincia e oggi consigliere regionale Pd Claudio Ruffini e alri sei tra dirigenti comunali, dell’Arta, della Provincia e l’ex dirigente della Direzione Regionale Rifiuti, Franco Gerardini.
Hanno invece chiesto e ottenuto il giudizio immediato, che si terrà il 10 marzo, il progettista della discarica, il consigliere provinciale Pdl Carlo Taraschi, il geologo Marcello Catalogna, e il consulente tecnico Roberto Di Giovanni.

Da www.leggimi.eu

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Se le autorità italiane pensavano di aver chiuso la partita sul rigassificatore di Trieste, bypassando la contrarietà dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, si sono sbagliate di grosso. La notizia della messa in mora dell’Italia da parte della Commissione europea, per violazione della direttiva Seveso che il progetto del rigassificatore comporterebbe, conferma come dall’Europa si possa ripartire per fermare un piano scellerato, che ha il solo obiettivo di soddisfare gli appetiti rapaci delle lobby ancorate al potere politico.

Su questo tema oggi presenterò una interrogazione alla Commissione, perchè al centro dell’attenzione europea c’è la violazione di una direttiva non eludibile, come appunto la Seveso, che nelle scorse settimane ho ricordato pubblicamente più volte.

E’ inaccettabile pensare di procedere ad un’opera, quale il rigassificatore triestino, senza rispettare l’obbligo ad informare la popolazione su misure e norme di comportamento da adottare in caso di incidenti.

Ora le autorità italiane, informate da tempo sulla messa in mora, hanno il dovere di rispondere alla Commissione e soprattutto ai cittadini, i quali chiedono di fermare la realizzazione di un impianto che non solo è pericolosa ma anche anti-democratica, concepita dall’alto e imposta d’imperio alla comunità locale. Sarebbe degno di un Paese civile e moderno.

Da Luigi De Magistris

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